Apple pronta a trasferire fabbriche di iPad da Cina a India

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Secondo la Cnbc Apple sta esplorando la possibilità di trasferire una parte della produzione iPad in India. 

Il Wall Street Journal ha riferito durante il fine settimana che Apple sta attivamente cercando di spostare la produzione dalla Cina ad altri paesi asiatici, tra cui India e Vietnam.

Tuttavia, le fonti avvertono che la mancanza di talenti altamente qualificati e di persone con esperienza nella costruzione di dispositivi altamente complessi come l’iPad potrebbe rallentare questi piani in India. Anche il contesto di politica estera non aiuta, con crescenti tensioni tra India e Cina. I due paesi si sono scontrati negli ultimi anni per controversie territoriali che hanno portato a un’escalation della presenza militare al confine tra India e Cina.

Gene Munster di Loop Ventures stima che il 10% degli iPhone sia prodotto in India, ma si aspetta che la produzione aumenti a un ritmo lento.

“Penso che tra cinque anni il 35% sarà prodotto in India”, ha aggiunto Munster. “Penso che Apple aggiungerà la produzione di iPhone ad altri paesi al di fuori dell’India e della Cina nei prossimi cinque anni. Forse Vietnam, Malesia e Stati Uniti”.

Perché conta

Non solo l’India quindi ma anche Vietnam, Malesia e gli stessi Stati Uniti potrebbero andare a sostituire la Cina come fabbrica del mondo di iPhone e iPad. La mossa è il risultato del decoupling tecnologico, politico e finanziario che sta portando l’occidente a smarcarsi da quelli che ritiene essere avversari strategici e non più solo competitor.

Gli Stati Uniti stanno re-industrializzando il Paese con forti politiche di sovvenzioni fiscali che hanno portato il malumore dall’altra parte dell’oceano dove anche Macron si dice perplesso delle manovre americane che porterebbero molte aziende, europee comprese, a preferire investimenti in suolo Usa piuttosto che in Europa.

A ciò si aggiunge il problema Taiwan e la necessità concreta degli Usa di dover “tutelarsi” tecnologicamente riportando la produzione di chip in territori sicuri come gli stessi Stati Uniti a suon di sovvenzioni. L’Europa non può competere a livello finanziario con gli Usa e da qui i primi contrasti con Macron. Bisognerà vedere se si troverà un accordo per compensare l’Europa in un altro modo. 

Alla fine Apple si adegua al decoupling tecnologico e a quella che secondo molti è una nuova forma di globalizzazione a base di decoupling e reshoring. C’è da dire come il “protezionismo” occidentale avrà ripercussioni nell’allontanare ancora di più il resto del mondo dalle istituzioni finanziare ed economiche occidentale e apre sempre più le porte ad un mondo multipolare dove gli Usa dovranno lottare per mantenere il primato.

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