Boris Johnson sull’Ucraina: “Kiev pronta a cedere”

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L’indiscrezione arriva da un articolo dell’ex primo ministro britannico sul Wall Street Journal. Si tratta di una notizia potenzialmente notevole visto che, se confermato, potrebbe essere la chiave di volta per un cessate il fuoco e per trattare la definitiva fine della guerra in Ucraina.

Cosa dice Johnson?

La Crimea è il mezzo con cui offrire alla Russia la possibilità di dichiarare fine alla guerra senza “perdere la faccia”. Tornare insomma ai confini precedenti all’invasione russa del 2022. L’Ucraina ultimamente si è spinta sempre più in là con attacchi anche sul suolo russo, e questo non è stato preso bene dai centri di potere occidentali che non vogliono l’escalation militare.

Mentre il segretario della Nato prevede che Putin voglia andare per le lunghe “Vediamo che stanno mobilitando più forze, che sono disposti a subire anche molte vittime, che stanno cercando di ottenere l’accesso a più armi e munizioni”. “Dobbiamo capire che il presidente Putin è pronto a rimanere in questa guerra per molto tempo e a lanciare nuove offensive”.

Secondo Johnson, visto come si stanno mettendo le cose, Zelensky a questo punto potrebbe cedere sulla linea dura e iniziare a trattare prendendo in considerazione l’opzione di cedere la Crimea e il Donbass o perlomeno di prevedere un referendum sotto “controllo internazionale” di autodeterminazione dei popoli ivi residenti, in modo che siano loro a scegliere dove andare (Russia o Ucraina) senza avere le armi puntate.

A sostenere il messaggio di Johnson, che è stato il leader europeo più al fianco dell’Ucraina dallo scoppio della guerra, è anche Kissinger che riguardo ai territori contesi dice che  “potrebbero essere oggetto di un negoziato dopo il cessate il fuoco” e se il negoziato non bastasse allora si procederebbe con un “referendum con supervisione internazionale”.

Il Referendum di Crimea del 2014 vide una vincita netta (96%) dei sostenitori della causa russa, ma allora non c’era stata nessuna supervisione internazionale. Basterebbe arrivare ad un accordo, ottenere un cessate il fuoco, proseguire con un referendum e lasciare che le cose vadano avanti senza armi.

Fin qui sembra tutto chiaro, ma allora ci si chiede come mai non è stato già fatto così? Primo perchè l’Ucraina ha sempre avuto l’intenzione di ripristinare l’integrità territoriale del Paese, Crimea e Donbass compresi e secondo perchè la Russia non cederebbe mai su questi fronti dopo un anno di guerra intensa e migliaia di perdite. Dall’altro lato per l’Ucraina vincere realisticamente la guerra è poco probabile, sopratutto perchè se le truppe russe schierate in Crimea venissero colpite l’escalation nucleare sarebbe davvero possibile.  E a quel punto avrebbe poco senso vincere la guerra. La soluzione sembra essere quella indicata da Johnson e Kissinger ma con un grosso punto interrogativo: nei prossimi anni la Russia si fermerà lì o tenterà di annettere altri territori ex-sovietici?

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