Cna Sardegna: Pil Sardo +2,3% nel 2022

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articolo pil sardegna 2022 con foto di porto cervo

Secondo un’analisi del Cna Sardegna il Pil della regione sarda dovrebbe essere in crescita del 2,3% nel 2022 con una media italiana fissata al 2,8%. L’ottimismo regna sovrano e vista la stagione turistica record i dati finali potrebbero essere anche migliori, crisi energetica permettendo.

Al 2021 risultano 34.207 imprese artigiane in lieve calo del -0,3% rispetto all’anno prima. Un dato stabile se si considera che negli ultimi 12 anni l’emorragia di imprese è stata del 20%.

Artigiani e tessuto produttivo

infografica pil sardegna nel 2022
Infografica Pil Sardegna 2022

Gli artigiani  in Sardegna rappresentano il 24% del tessuto produttivo locale, con il 6% delle imprese del settore che opera anche fuori dall’isola. Il 70% di queste aziende fattura meno di 100.000 € annui, a confermare la forte presenza di micro-imprese con tutti i pregi e (tanti) difetti che ciò comporta.

Nel 2022 il 90% delle aziende artigiane sarde ha dovuto fronteggiare un aumento dei costi di produzione, con il 56% delle stesse che ha scelto di non scaricare a valle l’aumento dei costi. Ma per quanto tempo ciò sarà possibile visto il perpetuarsi di un meccanismo inflattivo esogeno difficile da contenere?

Dal lato degli investimenti le aziende artigiane sarde nel 38% dei casi sono riuscite a programmare investimenti considerati “significativi”, ma nel caso di imprese con fatturato superiore a 500.000 euro ciò è avvenuto con un’incidenza del 68%, testimoniando di fatto l’importanza di avere imprese per lo meno di medie dimensioni se si vuole restare competitivi. come fa un’azienda già piccola, incapace di investire a rimanere sul mercato nel lungo termine?

L’appello di Luigi Tomasi e Francesco Porcu ( presidente e segretario regionale della Cna) è una sintesi della situazione: “La Regione istituisca una cabina di regia partecipata dalle forze sociali più rappresentative – e dal sistema delle autonomie locali per sfruttare al meglio le ingenti risorse finanziarie disponibili nei prossimi anni”, chiudendo con “Occorre un cambio di passo nell’azione del governo regionale per qualificare positivamente la fase finale della legislatura: tra le urgenze la legge urbanistica, la riforma della pubblica amministrazione e del sistema amministrativo e istituzionale per facilitare gli investimenti di Comuni, imprese e cittadini”.

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