Conti Deposito 2023: rendimenti al 4% ma nessuno batte l’inflazione

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Conti Deposito 2023: rendimenti al 4% ma nessuno batte l'inflazione

Il vincolo di una somma di denaro per un determinato periodo di tempo, in quello che si chiama Conto Deposito bancario o postale, rende ormai fino al 4%, quando fino a pochi anni fa era difficile anche solo trovarne uno che arrivasse al 2%. I tempi cambiano, l’inflazione ha raggiunto una media dell’8% e il costo del denaro è in salita.

Da qui vien da sè che anche i conti deposito per il 2023 dovevano adeguarsi. Molti l’hanno già fatto, offrendo rendimenti che viaggiano in media attorno al 4% annuo. Non male, si potrebbe pensare ad un primo sguardo. Anche le Poste Italiane hanno ripreso la campagna di sponsorizzazione per gli intramontabili buoni fruttiferi postali, ma è tutto oro quel che luccica?

Conti Deposito 2023

conti deposito 2023 immagine simbolo con uomo che mette banconote dentro un bicchiere di vetro.

I conti deposito 2023 promettono rendimenti in crescita rispetto alla media degli ultimi anni. Si va per il 4%, ma i buoni fruttiferi postali promettono una cedola annua del 5%. I BTP, i famosi buoni del tesoro, a trent’anni rendono oltre il 5%. Questi ultimi sono emessi dal MeF, Ministero dell’Economia e delle Finanze, sono pensati per investimenti di medio-lungo periodo e vanno a finanziare il cosiddetto debito pubblico italiano.

La scelta di conti deposito per il 2023 di certo non manca, i rendimenti sono tutti in salita, ma quanto è il vero guadagno da questi investimenti? Con un inflazione che a Ottobre 2022 è stimata all’8,9% e che si “mangia” il valore dei soldi tenuti sotto il materasso, i conti deposito 2023 sono un’alternativa non particolarmente fruttuoso rispetto al tenere i soldi liquidi. Con un’inflazione al 7-8% si perderebbe “solo” il 2-3% del valore, mentre non vincolando le somme e tenendole liquide in banca o in casa sotto il materasso, la perdita secca sarebbe del 7-8% all’anno. In due anni una perdita di valore di quasi il 20%. 

Per limitare i danni, un buon conto deposito 2023 sarebbe l’ideale in assenza di prospettive migliori. La borsa sta scontando le scelte delle Banche Centrali e non sembra il momento migliore per investire, almeno non nel breve termine. I conti deposito, dopo anni in cui l’interesse era scemato per via dei rendimenti molto bassi, sono tornati alla ribalta. Questa volta però, per necessità di difendersi dall’inflazione e non come rendimento vero e proprio. 

Conti deposito 2023: uno sguardo al futuro

C’è però da dire una cosa riguardo i conti deposito 2023. Abbiamo detto che i rendimenti viaggiano intorno al 4-5% annuo e che l’inflazione è decisamente superiore. Se però i conti deposito, i buoni fruttiferi postali o i BTP venissero tenuti per più di un anno, con un orizzonte temporale ben più ampio e se l’inflazione dovesse tornare a stabilizzarsi su valori più bassi rispetto al 5% annuale, magari spingendo verso il 2%, obiettivo del mandato della BCE sulla stabilità dei prezzi nell’eurozona, i conti deposito 2023 si rivelerebbero estremamente convenienti, visto che i rendimenti batterebbero addirittura l’inflazione e non di poco.

Sebbene questo non sia il momento migliore per prendere un mutuo o un prestito, sembra invece un momento importante per prendere una decisione sull’accantonamento di somme di denaro in conti deposito o sistemi di tutela del risparmio come i Btp o i Buoni fruttiferi postali.

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