Investire in Uranio: perchè e come farlo

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investire in uranio

Tutti conoscono l’uranio come l’elemento chimico di numero atomico 92 identificato nella tavola periodica dal simbolo U. L’attenzione sull’uranio non è però solo affare di scienziati e studiosi, ma ultimamente anche di investitori finanziari.

In questo approfondimento vediamo perchè investire nell’uranio, chi sta investendo, quali sono le principali società su cui investire in uranio e come fare per investire nell’uranio. Ok, iniziamo subito!

Uranio, una commodity con ottime performance

Sebbene l’uranio non è il primo investimento che viene in mente ad un investitore finanziario, risulta comunque essere una delle commodities che ha regalato tra le maggiori soddisfazioni a chi ha avuto la lungimiranza di investire a tempo debito.

Il prezzo dell’uranio da meno di 40 dollari fino a 63,50 dollari ad Aprile 2022, segnando il record degli ultimi undici anni. Incredibili le cause del rialzo che a quanto pare sarà duraturo.

Perchè il prezzo dell’uranio sale

uranio

Il mercato ha delle regole fisse: meno offerta e più domanda portano ad un rialzo dei prezzi. La crisi pandemica del Covid-19 ha portato ad un drastico calo dell’estrazione di uranio mentre la domanda non solo rimaneva stabile ma addirittura cresceva. Risultato: il prezzo dell’uranio è salito.

La domanda che si fanno in molti è: continuera a salire il prezzo dell’uranio? La risposta va cercata nei fondamentali di questa commodity. John Elkann in una lettera agli azionisti scrive “Riteniamo che l’energia nucleare sarà determinante per affrontare la triplice sfida di ridurre la scarsità energetica, elettrificare le produzioni industriali e sostituire i combustibili fossili. Le centrali nucleari forniscono energia affidabile e senza emissioni di carbonio, sono quindi l’integrazione ideale alle fonti di energia rinnovabile intermittente come il solare e l’eolico”. L’uranio è un prodotto primario necessario nel funzionamento delle centrali nucleari, il che spiega il mega investimento fatto dalla famiglia Agnelli proprio sull’uranio.

Previsioni prezzo uranio

centrale nucleare

Il gruppo guidato da Elkann ha investito nel gruppo canadese Camec qualcosa come 300 milioni di euro, diventando azionista anche di NextGen Energy, altra azienda specializzata nell’uranio.

In termini pratici la richiesta di uranio dovrebbe aumentare del 25% entro il 2025, visto che tante centrali nucleari dovrebbero entrare in funzione soprattutto in Asia. Anche altre centrali più piccole potrebbero essere costruite sempre con un meccanismo che prevede l’impiego dell’uranio per produrre energia elettrica.

Persino in Italia si è riaperto il dibattito su un possibile ritorno al nucleare. Il che farebbe ulteriormente aumentare la domanda di uranio. Vediamo di seguito le tre più grosse società, in base alla capitalizzazione di mercato, su cui potrebbe essere interessante investire in uranio.

Uranio: Società su cui investire

Tra le principali società al mondo che si occupano di Uranio, che stanno riscuotendo tanto interesse tra gli investitori finanziari troviamo al secondo posto prorio la Camec in cui ha investito anche la famiglia Agnelli. Ma vediamo il podio con le prime tre.

BHP

La BHP è considerata la prima società al mondo, proprietaria di una miniera di uranio in Australia. Ha una capitalizzazione di mercato pari a 192,12 miliardi di dollari, destinata molto probabilmente a crescere nei prossimi anni.

Camec

La Camec si posiziona al secondo posto tra le società che hanno nel loro business l’uranio. La sua capitalizzazione di mercato è pari a 12,2 miliardi di dollari. Anche la famiglia Agnelli ha investito in questa società.

NEXGEN ENERGY

La NEXGEN ENERGY è impegnata in attività nel territorio del Canada dove potrebbe sorgere uno dei più grandi giacimenti di uranio al mondo. La capitalizzazione di mercato consiste in circa 3 miliardi di dollari.

Conclusione

Ci sono diversi motivi per cui investire in uranio tramite aziende che detengono le miniere e il know how per estrarre uranio sia da considerare una buona ragione.

Le principali società del settore operano in Nord America o in Australia, luoghi notoriamente ricchi di questa commodity. Il ritorno al nucleare, come tecnologia di transizione dai combustibili fossili alle fonti rinnovabili sembra essere sempre più realtà, onde per cui l’uranio ritorna al centro degli “appetiti” mondiali.

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