La Tesla prende fuoco e servono 45 mila litri d’acqua per spegnerlo

0
53
Foto indicativa di un’auto in fiamme

Negli USA una Tesla ha preso fuoco e, complice la presenza della batteria elettrica, il fuoco si è spento solo dopo l’impiego di 45 mila litri d’acqua.

L’incendio della Tesla

Secondo il Corriere della Sera, la Tesla Model S ha preso fuoco dopo un semplice urto con un oggetto/detrito presente sulla strada. A preoccupare i vigili del fuoco a stelle e strisce non è tanto il numero di auto elettriche che prende fuoco ma piuttosto le modalità con cui ciò si verifica quando si parla di vetture elettriche.

L’incendio, è parso subito indomabile tanto che la prima squadra di pompieri accorsa sil luogo ha dovuto chiamare i rinforzi. Le batterie agli ioni di litio sono le principali imputate. Si riscaldano in modo esagerato e non basta semplicemente spegnere le fiamme ma occorre un continuo afflusso di acqua per raffreddarle d ciò richiede per giunta molto tempo.

Per spegnere l’incendio della Tesla Model S sono stati necessari 45.000 litri d’acqua mentre per una vettura tradizionale sarebbero serviti mediamente non più di 2.000 litri d’acqua. Un’esagerazione anche secondo gli stessi vigili del fuoco.

L’analisi: perché conta?

Bisogna dire, a discolpa delle auto elettriche che il tasso di combustione di questi veicoli è dello 0,03% rispetto all’1,5% delle auto a carburante. Le più pericolose restano quelle ibride con tassi che superano il 3%.

Il problema è che le auto a combustione prendono fuoco quasi sempre dopo uno schianto mentre le auto elettriche vanno in fumo anche per cause banali, mentre sono in ricarica o subito dopo, dopo piccoli urti o per motivi “inspiegabili”. Non si capisce inoltre come mai si punti così tanto sulle auto con batterie al litio e altre terre rare che sono difficili da reperire e da smaltire quando si potrebbe approfondire il discorso delle auto ad idrogeno o con batterie composte da materiali meno impattanti del litio.

Potrebbe interessarti anche: Smart #1 il suv elettrico.