Multe ai No-Vax over 50: scattano 1,9 milioni di sanzioni

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Sono scaduti a dicembre 2022 i 180 giorni per giustificare il mancato adempimento all’obbligo vaccinale. Scattano quindi dal 1 dicembre le sanzioni, che riguardano in tutto 1,9 milioni di cittadini over 50 e quelli delle categorie sottoposte ad obbligo vaccinale che non hanno fatto il vaccino anti-Covid. 

Si tratta di una multa di 100 euro che i meccanismi burocratici devono riscuotere, secondo la legge, visto l’inadempimento nel pagamento di tantissimi interessato. Si tratta di tutti gli ultracinquantenni e le varie categorie professionali, tra cui forze dell’ordine e personale sanitario, che dall’8 gennaio al 15 giugno (data in cui scadeva la misura) non si erano vaccinati. 

Passato il30 novembre, chi non ha giustificato il mancato pagamento della multa potrebbe vedersi recapitare una cartella dall’Agenzia delle Entrate. Secondo i dati dei vaccinati, le regioni con le maggiore percentuali di over 50 che non hanno adempiuto all’obbligo vaccinale, rispetto alla popolazione del proprio territorio, sono Friuli, Calabria e Abruzzo.

Perché conta

La Corte Costituzionale deve decidersi sulla legittimità dell’obbligo vaccinale e della sospensione dal lavoro. Secondo i novax è stato negato il diritto al lavoro, previsto dalla Costituzione, messi in condizione di non poter “assicurare il pane ai propri figli”. Secondo i rappresentanti dell’Avvocatura dello Stato l’obbligo vaccinale è invece stata una misura disposta  “nel pieno rispetto degli insegnamenti della Corte costituzionale” rispettando inoltre tutte le condizioni poste dalla Consulta con le sue sentenze sui trattamenti sanitari obbligatori, prevedendo l’obbligo del vaccino a patto che garantisse un miglioramento della salute dell’individuo e della collettività se le conseguenze sono tollerabili e prevedendo un equo indennizzo in caso di effetti collaterali ulteriori e imprevedibili. 

Al momento, nonostante la Lega voglia farlo, non è possibile annullare la multa perché alcuni l’hanno già pagata e bisognerebbe capire come gestire i rimborsi. È quindi probabile che il governo tenti di “congelare” il provvedimento con una sospensione dello stesso fino a metà 2023. Il tempo di capire come gestire gli eventuali rimborsi e restare entro i termini di legge.

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