Portovesme Srl, appello alla politica: Fate Presto

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Un appello alla politica: fate presto per salvare la Portovesme Srl. Il fiore all’occhiello dell’industria sarda (e italiana), la Portovesme Srl, di proprietà del gruppo Glencore International plc, rischia di chiudere i battenti per colpa del costo dell’energia che serve per far funzionare gli impianti dove si producono zinco e piompo e nei quali lavorano oltre 1200 persone. 

Come si evince dal sito dell’azienda, ogni anno vengono prodotte 150.000 tonnellate di zinco, 70.000 di piompo, 300 di argento e 3 di oro. Questo giusto per far capire l’importanza che riveste l’azienda per il settore industriale sardo e italiano nel complesso. 

Con i prezzi dell’energia schizzati alle stelle, per via delle note vicende internazionali, l’azienda si trova improvvisamente fuori mercato. La Sardegna, nonostante produca più energia di quella che consuma si trova ad avere tra i costi energetici più cari di tutta Italia. È inoltre priva del metano e nessuna azienda energivora può pensare di investire o tenere aperto con i costi attuali.

I lavoratori, per protesta, hanno occupato una ciminiera a 100 m di altezza per richiamare l’attenzione della politica al fine di trovare un accordo tra la società industriale e la ditta che vende l’energia per avere un prezzo che consente di tenere aperti gli impianti.

In ballo ci sono oltre 1600 posti di lavoro, tra diretti e indotto, e a Roma è stato convocato il tavolo ministeriale con azienda e sindacati per trovare una soluzione al prezzo dell’energia.

Il sindaco di Portoscuso come riportato dall’ANSA esprime “preoccupazione per la grave situazione sociale e di ordine pubblico che si sta determinando a causa della decisione unilaterale della Portovesme Srl di perseguire nel suo intento di fermare la linea piombo, con la conseguente fuoriuscita dal ciclo produttivo di oltre 400 lavoratori, tra diretti e indiretti e tra questi 60 lavoratori interinali che non potranno godere di nessun ammortizzatore sociale”. “Tale decisione unilaterale ci appare abbastanza forzata considerando il netto miglioramento dei costi energetici e delle sue prospettive future, oltre al prezzo dei metalli sempre remunerativo”.

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I lavoratori esprimono invece più preoccupazione proprio per i costi energetici alle stelle. “È con rammarico che apprendiamo delle posizioni prese dal sindaco del comune di Portoscuso nei confronti della vertenza energia che sta colpendo la Portovesme Srl. Dal comunicato si insinua che il problema sugli alti costi energetici non sia reale. Questo, secondo noi e secondo le notizie in nostro possesso, è falso e rischia di mettere a repentaglio un eventuale buon esito del tavolo ministeriale di domani”.

La situazione è molto delicata e solo un intervento politico serio, di prospettiva non solo momentanea ma anche futura può mettere fine ad una situazione di incertezza che non fa altro se non destare preoccupazione nelle migliaia di persone interessate dalla crisi aziendale, nelle loro famiglie e nell’intero sistema produttivo sardo.