Quanto guadagna un ministro della Repubblica Italiana

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Quanto guadagna un ministro della Repubblica Italiana

La domanda che molti italiani si pongono, quando si tratta di stipendi dei politici italiani, è: quanto guadagna un ministro della Repubblica Italiana? Quando si forma un nuovo governo, i ministri che lo compongono possono essere di numero variabile, in base ai ministeri che il governo sceglie di instaurare per gestire la Nazione. 

Tra i ministri di un governo della Repubblica Italiana possono esserci parlamentari eletti o tecnici che diventano ministri, pur senza essere stati eletti. I due casi sopracitati differiscono anche per quanto riguarda lo stipendio accreditato al ministro. Vediamo nel dettaglio quanto guadagna un ministro della Repubblica in Italia se è parlamentare eletto o tecnico.

Sul sito del governo italiano è possibile controllare i nomi dei ministri del governo e gli incarichi ad essi corrispondenti, oltre che i nomi dei Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Quanto percepisce di stipendio un ministro in Italia

Lo stipendio che percepisce un ministro in Italia dipende dal fatto se il ministro è un parlamentare eletto o un tecnico scelto dal governo per adempiere alla carica di ministro. Nel primo caso il ministro, essendo già parlamentare, non ha diritto ad un secondo stipendio in qualità di ministro ma conserva lo stipendio da parlamentare che ammonta a 14.634,89 euro al mese se si tratta di un senatore e a 13.971,35 euro al mese se si tratta di un deputato.

Nel caso in cui il ministro non sia un parlamentare, ma rientri invece tra i cosiddetti “tecnici” non eletti, lo stipendio da ministro della Repubblica Italiana ammonta a 8.863 euro lordi al mese. Per un netto di circa 4.500 euro mensili.

Fare il ministro della Repubblica Italiana non è un lavoro semplice. La responsabilità delle decisioni prese mentre si è in carica comporta importanti conseguenze per un’intera nazione e i suoi cittadini anche nella vita quotidiana. Gli stipendi sono dunque mediamente alti per questo motivo.

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