Vaiolo delle Scimmie: tutto quello che devi sapere

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vaiolo delle scimmie

Il Vaiolo delle Scimmie è una malattia virale, causata da un virus della famiglia Orthopoxvirus, conosciuto anche con il nome di Orthopoxvirus. Ha suscitato sempre più attenzione da parte dell’opinione pubblica nel 2022, visto il riscontrarsi di nuovi casi di vaiolo delle scimmie in diversi Paesi del Mondo, compresa l’Italia.

Vediamo quindi, in questo approfondimento sulla Salute e il Benessere qui su Carinsi, di cosa si tratta e cosa ‘è da sapere su questo virus. Come si presenta, cosa provoca e quali sono i sintomi, se esiste una cura e se c’è già un vaccino disponibili. Tutte risposte che vengono date nelle prossime righe.

Cos’è il vaiolo delle scimmie

Sicuramente hai già sentito il termine Vaiolo, ma nel 2022 si è iniziato a parlare nei media di casi di vaiolo delle scimmie. Il monkeybox è un virus la cui struttura è simile a quella del vaiolo umano. Fino al 2022 si pensava che il virus si trasmettesse dal contatto tra uomini e animali infetti (come animali selvatici, roditori e primati).

La modalità di contagio avviene per via aerea, con contatti ravvicinati e scambi di fluidi corporei. Generalmente il vaiolo delle scimmie (monkeypox) si trova endemico nella Repubblica democratica del Congo, ma occasionalmente si riscontrano casi anche nei Paesi occidentali e in Asia. Nel 2022 si sono riscontrati diversi casi in diverse nazioni europee, compresa l’Italia.

Secondo l’epidemiologo Greco (in un a serie di dichiarazioni comparse su AdnKronos): “I Poxvirus sono in tutti gli animali, abbiamo il vaiolo dei polli, delle scimmie, delle mucche, e la trasmissione all’uomo non è esclusa per quasi nessuno di questi, ma la trasmissione del vaiolo delle scimmie, nota dagli anni ’70, di fatto non è mai stata epidemica né tanto meno pandemica“, concludendo con: Oggi le prime nozioni sul genoma del virus indicano che è molto stabile, ed è proprio grazie a questa stabilità che il vaiolo è stato eradicato. Si tratta infatti di un virus a Dna a doppia elica, il che comporta la sua stabilità strutturale, quindi molto meno soggetto a fare varianti, a differenza dei virus respiratori che sono a Rna a unica elica, molto variabili. Questo dunque – spiega – è un motivo di rassicurazione“.

Al 20 di maggio 2022, comunque si registravano in Italia 3 casi, in Spagna 30 casi sospetti, in Svezia 1 caso, in Belgio 2 casi, 20 contagi in Regno Unito, 14 casi in Portogallo, 1 in Francia e 1 In Germania.

Sintomi

Secondo quanto riportato dall’Istituto Superiore di Sanità riguardo il vaiolo delle scimmie, “si tratta di un’infezione causata da un virus della stessa famiglia del vaiolo ma che largamente si differenzia dal vaiolo stesso per la minore diffusività e gravità […] Nell’uomo si presenta con febbre, dolori muscolari, cefalea, linfonodi gonfi, stanchezza e manifestazioni cutanee quali vescicole, pustole, piccole croste […] La malattia si risolve spontaneamente in 1-2 settimane con adeguato riposo e senza terapie specifiche; possono venir somministrati degli antivirali quando necessario”.

Quindi, i sintomi del vaiolo delle scimmie sono:

  • febbre;
  • brividi;
  • mal di testa;
  • mal di schiena;
  • dolori muscolari;
  • sensazione di stanchezza;
  • linfoadenopatia;
  • eruzioni cutanee caratterizzate da vescicole e pustole.

Il vaiolo delle scimmie si presenta frequentemente con l’ingrossamento dei linfonodi e la comparsa di eruzioni cutanee a grappolo. Il periodo di invasione della malattia può durare fino a 5 giorni con la presenza dei sintomi sopra descritti. L’eruzione cutanea si presenta solitamente entro tre giorni dall’inizio della febbre, colpendo principalmente il viso, ma anche mani e piedi.

Quanto dura il vaiolo delle scimmie

Il decorso della malattia Vaiolo delle scimmie può durare dalle due alle quattro settimane. Nei soggetti immunodepressi e nei bambini i sintomi potrebbero manifestarsi con gravità maggiore. Non sono da escludere anche infezioni asintomatiche.

Complicanze

Le possibile complicanze del vaiolo delle scimmie (monkeypox), possono includere broncopolmonite, sepsi, infezioni di carattere secondario, encefalite e infezione della cornea. Il tasso di mortalità è del 10% e risulta più grave nei bambini e nei soggetti giovani.

Come si fa la diagnosi del vaiolo delle scimmie

Per fare la diagnosi del vaiolo delle scimmie è necessaria la conferma da parte di un test di laboratorio costituito dal riscontro del DNA virale tramite la reazione a catena della polimerasi (PCR). I campioni per fare la diagnosi vengono prelevati dalle lesioni cutanee. La linfoadenopatia è un elemento che può aiutare ad indirizzare la diagnosi verso il vaiolo delle scimmie in quei casi molto simili alla varicella.

La diagnosi differenziale contempla malattie quali morbillo, scabbia, sifilide, allergie ad alcuni medicinali, infezioni batteriche. Oltre ai campioni diagnostici, è sempre utile associare le informazioni relative alla data di insorgenza della febbre, delle lesioni cutanee, storia clinica, età e altre informazioni utili.

Qual’è la cura per il vaiolo delle scimmie

Non esiste una cura specifica per il vaiolo delle scimmie. Si possono solo attuare terapie per contrastare i sintomi come la febbre e i dolori muscolari. Generalmente la malattia passa da sola nel giro di 1/2 settimane con assoluto riposo, ma nei soggetti giovani e nei bambini può evolvere in complicanze gravi.

Eventualmente, potrebbe essere usato un nuovo medicinale specifico per il vaiolo delle scimmie , chiamato Tecovirimat, che svolge una funzione in grado di bloccare la trasmissione cellulare del virus. È stato approvato nel luglio del 2018 dalla Food and Drug Administration. Il farmaco usa come bersaglio la proteina virale VP37, ed è indicato per trattare le infezioni da orthopoxvirus nei soggetti sopra i 13 anni di età.

Vaccino contro il vaiolo delle scimmie

vaccino vaiolo delle scimmie

Le persone adulte che hanno già fatto il vaccino contro il Vaiolo avrebbero già una parziale protezione contro il vaiolo delle scimmie. Per gli adulti non vaccinati, esiste un vaccino chiamato Jynneos che può essere usato nei soggetti a rischio di essere contagiati sia dal vaiolo che dal vaiolo delle scimmie.

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(Le informazioni che si trovano in questo articolo hanno esclusivamente scopo divulgativo e non si sostituiscono in alcun modo al consulto medico e/o al parere di uno specialista. Non costituiscono, inoltre, elemento per la formulazione di una diagnosi o per la prescrizione di un trattamento. Per questo motivo si raccomanda, in tutti i casi, di consultare sempre il parere di un medico o di uno specialista).